Silvia Reginato

experimental blogging

Se anche Donald Trump parla di medicina..arrabbiamoci!

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E’ quasi Pasqua (a proposito, auguri a tutti) e bisognerebbe essere più buoni, ma certe cose fanno proprio arrabbiare. Ieri, durante un pigro web-zapping, mi sono imbattuta (giuro, non li ho cercati!) in due esempi di comunicazione “fraudolenta” da far accapponare la pelle. Guarda caso l’argomento era lo stesso: vaccini e autismo. E a questo punto, diciamolo, sarebbe ora che il ben informato movimento degli anti-vaccinisti trovasse qualcosa di nuovo al quale aggrapparsi. Ma torniamo a questi esempi da travaso di bile.

Ho avuto ieri  il piacere di trovare il link a questa pagina del sito “Informare per resistere”, sottotitolata “nel tempo dell’ inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario”. Meno male! Si fa riferimento alla Giornata Mondiale dell’Autismo che si è svolta il 2 aprile, ma invece di dare meritato spazio all’ iniziativa e di informare su questa malattia, gli autori del sito scrivono:

Il 2 aprile 2012 è stata la Giornata Mondiale dedicata all’Autismo e un video dal contenuto piuttosto forte ha fatto il giro della rete, mostrando foto da tutto il Mondo, di bambini in lacrime a causa di iniezioni. Dedicato a tutti i bambini che sono diventati inconsapevolmente autistici e tutti coloro che hanno riportato danni permanenti o sono deceduti a causa di scriteriate campagne vaccinali.

Toccante, ma falso. Dire la verità è un atto rivoluzionario, come recita il sottotitolo, che però loro non fanno! La correlazione tra giornata dell’autismo-bimbi in lacrime a causa di iniezioni-bambini diventati inconsapevolmente autistici a causa di scriteriate campagne vaccinali, oltre ad essere logicamente sgrammaticata, non ha nessun fondamento scientifico (a proposito di scienza, vorrei far notare che in questa pagina si parla di vaccino MPR come di vaccino contro varicella ed Herpes Zoster,  quando in realtà si tratta del vaccino contro morbillo-parotite-varicella). Ma di fondamenti scientifici parliamo dopo aver aver visto questo.

Qualche giorno fa, in questo programma di Fox News, Donald Trump fa la parte dell’esperto che dispensa verità sul tema dei vaccini (da 2:50 in poi nel video). Fa ridere, lo so, ma ci sarebbe da piangere. La vicenda è ampiamente commentata in un post di Science Blogs ma provo a riassumervela. I tre sagaci conduttori stanno parlando con Mr.Trump di politica e tasse quando uno di loro, facendo riferimento ai dati del CDC (Centers for disease control and prevention) che danno il numero di casi di autismo in aumento, chiede se Donald ha riflettuto su questa notizia. Ottima domanda da fare ad un imprenditore miliardario che si occupa di società immobiliari di lusso. E la risposta di Donald Trump è ovviamente all’altezza delle aspettative. Riporto qualche pillola, ma merita di essere ascoltata per intero.

 Sono piuttosto familiare con l’argomento e ho una teoria. Credo sia colpa delle vaccinazioni. Non abbiamo mai avuto nulla del genere ed ora è un’epidemia. Quando porti un bambino piccolo dal medico e lui inietta tante, tante vaccinazioni insieme e poi all’improvviso il bambino è cosi diverso..conosco dei casi. E’ successo a un mio collaboratore. Avevano questo bel bambino e poi dopo una iniezione “mostruosa” il bimbo è diverso. Io credo fermamente sia stato il vaccino. Dovrebbero ricevere i vaccini, ma separatamente e in un lungo periodo di tempo.

Grazie Donald per queste parole e per fornirci materiale sul quale scrivere nei nosti blogs! Per capire quante stupidaggini sono state dette in pochi minuti parliamo un pò dei fatti, quelli veri, legati alla vicenda dei vaccini che causano autismo. Nel web si può leggere la  storia completa. Io cercherò di riassumerne i punti salienti:

  • Andrew Wakefield, medico britannico, pubblica nel 1998 sulla rivista Lancet un paper dove si dice esserci un’associazione tra patologie gastrointestinali e autismo, comparsi in 8 casi su 12 dopo la vaccinazione trivalente MPR. E’ però durante la conferenza stampa che precede l’uscita del paper che il medico sostiene chiaramente la necessità di interrompere l’uso del vaccino per il rischio che esso sia collegato alla comparsa di disturbi comportamentali. Questo ovviamente ha una grande ripercussione sull’opinione pubblica e fa scatenare tutte le associazioni di anti-vaccinisti.
  • Nel 2004 un’inchiesta del Sunday Times rivela che sia l’ospedale in cui lo studio è stato condotto sia Wakefield stesso hanno ricevuto  delle somme di denaro (non due spiccioli..) da avvocati che stavano preparando una causa contro l’azienda produttrice del vaccino in questione. Questo apre un vaso di Pandora che porta a scoprire, dopo indagini accurate del British General Medical Council, numerose irregolarità nello studio, che viene a quel punto definito fraudolento.
  • Nel 2010 Lancet ritratta il paper di Wakefield, riconoscendo che elementi dello studio sono stati falsificati.
  • Sempre nel 2010 Wakefield viene radiato dall’ordine dei medici britannico.
  • Nel gennaio 2012 il nome di Wakefield viene inserito dal Times nella lista delle grandi frodi scientifiche
  • Nessun altro studio ha mai trovato una relazione tra vaccino trivalente e autismo.

E allora, caro Donald Trump, di cosa stiamo parlando? Di dati scientifici o di pura cialtroneria? Perchè deve sputare le sue “teorie” in diretta TV a milioni di persone quando queste sono false, infondate e altamente pericolose? Lo sa che è grazie a persone come lei che in paesi come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna si è tornati a morire di malattie come il morbillo? Se fare il miliardario è diventato noioso e vuole esplorare nuove frontiere facciamo cambio. Io faccio la miliardaria e mi prendo il suo conto in banca e lei venga qui a cercare di comunicare la scienza in modo corretto, anche se per farlo sono necessarie un minimo di conoscenze che evidentemente lei non ha. Ma legga, caro signor “sono ricco, famoso e quindi so”, si documenti, che non è mai troppo tardi per smettere di dire stupidaggini!

Quando ci vuole ci vuole. E ora spero che lo spirito pasquale mi renda meno polemica, giusto fino a martedì.

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Written by Silvia Reginato

aprile 7, 2012 a 3:32 pm

Pubblicato su Uncategorized

10 Risposte

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  1. Ma perché uno come Trump non si occupa solo di yacht e miniyacht?

    Andrea Marcuzzo

    aprile 7, 2012 at 5:12 pm

  2. Olé! Nessun neologismo stavolta, ma vedo che ti sei sfogata ben bene! E direi che ci stava tutta…

    Alice Pace

    aprile 7, 2012 at 6:45 pm

  3. Studi e annunci di agenzie governative che documentano come le epidemie di morbillo hanno colpito il vaccinati e addirittura concentrate su di loro.

    Epidemie di morbillo concentrate nei vaccinati: Gli studi mostrano che il vaccino è inefficace | Salute Suprema

    http://gaia-health.com/gaia-blog/2012-04-07/measles-outbreaks-centered-in-the-vaccinated-studies-show-vaccine-is-ineffective/

    Prove da agenzie sanitarie governative e le riviste mediche chiaramente i documenti che il vaccino contro il morbillo è inefficace. Allora, qual è la risposta ufficiale? Il bastione della “medicina basata sull’evidenza” ignora la sua stessa testimonianza, e chiede più vaccinazioni, naturalmente!

    Senza ulteriori indugi, ecco gli studi e gli annunci di agenzie governative che documentano come le epidemie di morbillo hanno colpito il vaccinati e anche stato incentrato su di loro:

    Morbillo (Rubeola) nei bambini precedentemente immunizzati e Pediatrics Vol. 46 No. 3 settembre 1970, pp 397-402

    Questo studio risale a 40 anni ei documenti che la mancanza di efficacia nel vaccino contro il morbillo non è una novità. Ha dichiarato:

    L’analisi dei dati sierologici sostenuto la tesi secondo cui l’epidemia è stata causalmente correlate ad un difetto di protezione associato all’uso del vaccino nei bambini più globulina. Esso inoltre dimostrato la persistenza di CF anticorpi molti anni dopo l’immunizzazione e suggerito la presenza di un fenomeno di richiamo.

    Una revisione della malattia clinica dei 25 bambini che avevano ricevuto il vaccino e 22 che non aveva rivelato poca differenza nella gravità della malattia.

    Un’epidemia di morbillo tra i vaccinati studenti delle scuole superiori – Illinois , Centers for Disease Control (CDC) 1984 Segnala

    Il CDC studiato un focolaio epidemico di morbillo dal 9 dicembre 1983-13 gennaio 1984. E ‘centrato in una scuola di 411 studenti, dove il 100% di loro erano stati vaccinati. Lo studio ha confermato le loro storie di vaccinazione. Il caso iniziale era in una ragazza di 17 anni, studente, e la fonte della sua infezione non è stato scoperto. Gli studenti erano più in contatto con lui, più è probabile che hanno ceduto al morbillo.

    Il CDC inserito una nota editoriale:

    Questo dimostra che focolaio trasmissione del morbillo può avvenire all’interno di una popolazione scolastica con un livello di immunizzazione documentata 100%. Questo livello è stato convalidato nel corso dell’inchiesta epidemia. Indagini precedenti di focolai di morbillo tra le popolazioni altamente immunizzati hanno rivelato fattori di rischio come lo stoccaggio improprio di vaccino, vaccino somministrato ai bambini sotto 1 anno di età, l’uso di globulina con il vaccino, e l’uso di vaccino a virus uccisi. Tuttavia, questi fattori di rischio non ha adeguatamente spiegato il verificarsi di questa epidemia.

    Essi cercano di incolpare un gruppo di fallimenti del vaccino, anche se mai che va oltre il punto di congetture.

    Una epidemia di morbillo in un college con un requisito di immunizzazione prematriculation. American Journal of Public Health (1991)

    Attualmente, i programmi del CDC MMR (morbillo parotite rosolia) il vaccino a 12-15 mesi di età. Tuttavia, questo studio ha detto:

    Gli studenti vaccinati a 12-14 mesi di età sono a maggior rischio rispetto a quelli vaccinati a maggiore o uguale a 15 mesi.

    Questo studio ha seguito un focolaio di 84 casi di morbillo in un college Colorado, dove oltre il 98% degli studenti era stato documentato per avere “un’adeguata immunità contro il morbillo, sulla base di precedente infezione da morbillo, vaccino vivo del morbillo o dopo il primo compleanno, o prova sierologica dell’immunità. Almeno una di queste prove di immunità era necessaria per l’ingresso nella scuola.

    Domenico D'Ambrosio

    aprile 7, 2012 at 10:00 pm

    • Il report CDC del 1984 dice però anche (le fonti andrebbero citate per esteso..prendere solo alcune frasi non vale!)

      “The infrequent occurrence of measles among highly vaccinated persons suggests that this outbreak may have resulted from chance clustering of otherwise randomly distributed vaccine failures in the community. That measles transmission can occur among vaccine failures makes it even more important to ensure persons are adequately vaccinated. Had there been a substantial number of unvaccinated or inadequately vaccinated students in the high school and the community, transmission in Sangamon County probably would have been sustained.”

      E’ per questo che i protocolli vaccinali sono stati negli ultimi anni modificati, per trovare il numero di richiami e le età più ageduati per assicurare una corretta protezione.

      Parlando di dati un pò più recenti, le stesse agenzie governative che tu citi all’inizio riportano:

      “Paradossalmente il morbillo sta riemergendo nelle Nazioni sviluppate, incluse quelle – come la Gran Bretagna –che negli anni 90 del Novecento si erano avvicinate alla sua eliminazione.
      Un aumento dei casi si è verificato anche nel resto d’Europa e negli Stati Uniti. Nel 2010 in Europa sono stati segnalati 30.367 casi, appartenenti a tutte le fasce d’età, inclusi più di 5.000 adulti. I decessi sono stati 21. I non vaccinati erano la grande maggioranza (73%), pochi erano vaccinati con una sola dose (10%), solo il 2% aveva ricevuto le due dosi raccomandate, di un restante 14% non era noto lo stato vaccinale, mentre il numero di dosi ricevute era ignoto nell’1% (Euvac 2011. Measles surveillance annual report 2010 http://www.euvac.net/graphics/euvac/pdf/annual_2010.pdf).

      Tuttavia, se vogliamo cercare un esempio dei disastrosi effetti della mancata vaccinazione contro il morbillo,
      dobbiamo parlare dell’Italia. La copertura vaccinale contro il morbillo non è omogenea nel nostro Paese. Nel 2002 il divario nord-sud era particolarmente pronunciato, e in vaste aree del meridione la copertura vaccinale era intorno al 50%. Nel 2002 si è verificata una grave epidemia di morbillo, che ha interessato proprio le aree con una minore copertura vaccinale. Ecco il risultato:
       oltre 40.000 casi
       3.072 ricoveri per morbillo e relative complicanze, tra le quali ricordiamo:
       81 encefaliti
       77 episodi convulsivi
       391 polmoniti
       235 altre complicanze respiratorie (soprattutto bronchite)
       16 trombocitopenie (diminuzione delle piastrine nel sangue)
       sono inoltre stati segnalati 4 decessi.
      (fonte: Filia A et al. Ricoveri per morbillo in Italia nel 2002: valutazione dell’impatto in termini di salute e di costi- Rapporti ISTISAN 2005 http://www.iss.it/binary/publ/publi/05-3.1118062061.pdf).

      Altri dati aggiornati e attendibili del CDC sulla mortalità da morbillo e l’importanza della vaccinazione li trovi qui:

      MMWR. Measles Outbreak – Netherlands, April 1999 January 2000. April 14, 2000 / 49(14);299-303
      http://www.cdc.gov/mmwr/preview/mmwrhtml/mm4914a2.htm

      MMWR. Global Measles Mortality, 2000—2008. December 4, 2009 / 58(47);1321-1326
      http://www.cdc.gov/mmwr/preview/mmwrhtml/mm5847a2.htm

      Silvia Reginato

      aprile 8, 2012 at 7:10 am

  4. Sono più che d’accordo che occorre citare tutte le fonti!! ;-))

    Conflitti di interesse comitato bioetica

    CONFLITTI D’INTERESSI NELLA RICERCABIOMEDICA E NELLA PRATICA CLINICA Approvato nella Seduta Plenaria dell’8 Giugno 2006

    Presidenza del Consiglio dei Ministri COMITATO NAZIONALE PER LA BIOETICA

    http://www.governo.it/bioetica/testi/Conflitti_interessi.pdf

    Considerazioni finali
    Recentemente sono state descritte alcune delle situazioni che si vengono frequentemente a
    creare, nelle quali l’obiettività della ricerca e quella dell’informazione scientifica che viene data ai
    medici, può venir messa in pericolo:
    1) l’industria spesso non fornisce ai medici un’informazione neutrale e completa, ma
    un’informazione già indirizzata, creata nei propri uffici;
    2) i farmaci prodotti sono spesso duplicati di altri farmaci già esistenti (i cosiddetti farmaci metoo) che non presentano vantaggi rispetto a questi ultimi e che vengono venduti a un prezzo
    superiore. L’industria promuove solitamente i medicamenti più recenti e costosi e a tal fine a
    volte elargisce ai medici vari tipi di “doni” che inducono nei sanitari un atteggiamento incline
    all’iperprescrizione o alla prescrizione dei farmaci più costosi;
    3) l’industria controlla e indirizza la ricerca attraverso i finanziamenti che elargisce
    all’Università;
    4) l’industria a volte interrompe ricerche non favorevoli o ne impedisce la pubblicazione. In altri
    casi distorce una ricerca in corso, sostituendo gli obiettivi (end points) primari con obiettivi
    surrogati;
    5) i dati bruti delle sperimentazioni clinico-farmacologiche rimangono spesso nelle mani
    dell’industria e non vengono mai messi a disposizione dei ricercatori che li hanno prodotti. A
    questi ultimi i dati vengono forniti soltanto quando sono stati rielaborati dagli uffici statistici
    delle aziende;
    6) l’industria, in quanto “proprietaria dei risultati”, non pubblica i risultati negativi;
    7) le riviste scientifiche non pubblicano articoli con dati negativi perché di scarso interesse
    scientifico o commerciale;
    8) l’industria condiziona, attraverso la pubblicità, le maggiori riviste mediche, i cui referees
    spesso hanno rapporti di dipendenza economica dalle aziende;
    9) i medici che redigono le rassegne o le linee-guida sovente non sono davvero indipendenti.
    dalle industrie.
    10) anche le pubbliche amministrazioni spesso non sono indipendenti dalle industrie.
    Questi comportamenti scorretti -peraltro non estensibili a tutte le industrie- non escludono che
    un regime di libero mercato correttamente inteso e regolato abbia avuto e possa avere un ruolo
    centrale nel progresso della ricerca biomedica e nello sviluppo delle tecnologie ad essa relative. Essi
    però possono creare condizioni di conflitto d’interesse nell’ambito dei ricercatori biomedici e dei
    clinici nei confronti delle aziende con le quali vengono in contatto.

    Domenico D'Ambrosio

    aprile 8, 2012 at 7:49 am

  5. documento del prof. Giulio Tarro:

    http://www.giuliotarro.it/bioetica/bioetica%20e%20vaccinazioni.htm

    Trovo interessante la sua affermazione:
    [Com’è noto, la vaccinazione si è imposta in Occidente grazie ai successi ottenuti da questa contro il vaiolo. In realtà non è affatto sicuro che sia stata la vaccinazione a debellare questa temibile infezione o se, invece, abbiano contribuito una serie di concause. Più in generale, ancora oggi, non esiste tra gli epidemiologi e gli infettivologi unanimità sui motivi che hanno portato alla scomparsa delle epidemie.] Molti sostenitori dei vaccini lo sono nonostante la loro erudizione, evidentemente fanno prevalere la fede sulla ragione. Trovo notevole l’illogicità con cui riporta gli eventi che hanno portato alla legalizzazione dell’obiezione, in UK, nel 1898 con ben “203.414 certificati per obiezione di coscienza, su un totale di 230.147 nascite” appena 3 anni dopo l’assalto delle sedi degli obbiettori e la richiesta, a furor di popolo” della vaccinazione di massa. Forse l’epidemia di Gloucester era avvenuta dopo l’inizio di una campagna di vaccinazione e per questo il popolo si opponeva, memore anche della prematura morte (ventenne) del piccolo James Phipps il primo vaccinato da Jenner ( suo figlio, multivaccinato, ebbe pure lui breve e travagliata vita).

    Può essere interessante pure questa pagina:
    http://www.giuliotarro.it/bioetica/L'emergere%20delle%20nuove%20malattie%20infettive.htm

    Chiarisce il cenno ai pellerossa di Bertucci, popolo vittima di genocidio, attuato privandolo dei territori e dei mezzi di sostentamento, quindi facile preda di epidemie.

    http://www.doctor33.it/forum/default.aspx?g=posts&m=25722

    Domenico D'Ambrosio

    aprile 8, 2012 at 7:50 am

  6. «È una scelta non etica – spiega -. Dobbiamo essere retribuiti il giusto per quello che facciamo senza incentivi che ci portano a lavorare a cottimo».
    Dice il documento appena arrivato sulle scrivanie dei dottori: «Ciascuna vaccinazione effettuata dal medico di famiglia nel proprio studio sarà retribuita, come previsto dall’ accordo aziendale, 6,16 euro, fino al raggiungimento (…) del 45% dei propri assistiti ultra 65enni; quelle effettuate oltre il 45% verranno pagate 9 euro (come quelle effettuate a domicilio); oltre il 60% di vaccinati il rimborso sale a 10 euro». L’ obiettivo dell’ Asl è migliorare la copertura vaccinale degli over 65enni che – con neppure un pensionato su due vaccinato negli anni scorsi – è tra le più basse della Lombardia: «È il motivo per cui viene incentivato l’ impegno dei medici di famiglia a superare la soglia raggiunta nel 2009-2010», viene spiegato nel piano dell’ Asl. Diffondere la profilassi antinfluenzale è importante per questioni di salute pubblica, ma il metodo non è condiviso da tutti. Roberto Carlo Rossi, presidente dell’ associazione di categoria Snami per la Lombardia, non ci sta: «È una scelta non etica – spiega -. Dobbiamo essere retribuiti il giusto per quello che facciamo senza incentivi che ci portano a lavorare a cottimo».

    http://archiviostorico.corriere.it/2010/ottobre/06/Vaccini_medici_pagati_cottimo_co_7_101006021.shtml

    Domenico D'Ambrosio

    aprile 8, 2012 at 7:51 am

  7. Strumenti per incentivare economicamente la vaccinazione

    “COME si può notare gli strumenti per incentivare economicamente la vaccinazione ci sono a tutti i livelli. Pediatra di famiglia, medico vaccinatore, personale sanitario e direttori generali asl.”

    La domanda fondamentale da porsi è sempre:

    Cui Prodest? A chi giova?

    Gli anglosassoni risponderebbero:

    Follow the money… Segui il denaro…

    “L’industria farmaceutica è grande e potente come l’industria delle armi. Con la differenza che la guerra finisce. La malattia, no, finché c’è qualcuno che la tiene in vita”
    Hans Ruesch

    “La corporazione medica è diventata una grande minaccia per la salute”
    Ivan Illich, Nemesi medica, 1976

    “Mostruosità tipo la vaccinazione non sono fondate sulla scienza, ma sul denaro”
    George Bernard Shaw

    “E’ difficile far capire qualcosa a un uomo il cui stipendio dipende dal fatto che non la capisca”
    Lo disse Upton Sinclair a proposito dei medici che prescrivevano chemio(cit. in Devra Davis, “La storia segreta della guerra al cancro”, 2007, pag. 273)

    “Chi non s’intende di economia non capisce affatto la storia.”
    [Ezra Pound]

    Per quali motivi occorre “incentivare economicamente” la vaccinazione se, come aggressivamente e “ferocemente” la propagandano, è “innocua” e “protettiva”? Se fosse realmente così benefica perché “stimolare” economicamente tutti gli “operatori” del settore a tutti i livelli?

    Come si vede anche dal documento della commissione della camera http://www.camera.it/_bicamerali/leg14/infanzia/DocumentiApprovati/Vaccini/DocumentoConclusivoVaccini.htm

    da cui estrapolo questo articolo

    4.1.5 Incentivi al personale sanitario dei centri di vaccinazione ed ai pediatri di famiglia
    L’esperienza maturata in alcuni paesi stranieri (ad esempio, il Regno Unito) ed in alcune regioni del nostro paese (ad esempio, la Sicilia) ha mostrato che si possono raggiungere elevate proporzioni di bambini vaccinati anche per i vaccini non obbligatori incentivando opportunamente il personale addetto alle vaccinazioni ed i pediatri di famiglia. Gli incentivi possono essere d’ordine puramente morale ma quelli che più rapidamente e più generalmente raggiungono lo scopo sono gli incentivi economici.
    Gli incentivi economici possono essere erogati secondo due modalità: secondo il modello inglese, ai medici del servizio sanitario che accettano di vaccinare i propri assistiti si riconosce un compenso in denaro per ogni vaccinazione effettuata a titolo di remunerazione per il servizio reso in più rispetto alle prestazioni di diagnosi e cura loro spettanti per contratto; nella Regione Siciliana, invece, si liquida un premio annuale ai pediatri di famiglia se hanno collaborato, anche solo con lo svolgere azione di informazione e di convincimento, purché la proporzione dei vaccinati fra i loro assistiti superi la percentuale che l’Assessorato regionale per la sanità ha posto come obiettivo minimo per quell’anno.
    Incentivi economici potrebbero essere riconosciuti anche al personale sanitario dei centri di vaccinazione delle aziende sanitarie o in alternativa ai pediatri di famiglia, in rapporto all’impegno profuso per le vaccinazioni non obbligatorie.
    Inoltre, sarebbe opportuno dare indicazioni alle regioni sui temi di più rilevante interesse nell’ambito della problematica delle vaccinazioni, affinché in ciascuna regione si organizzino annualmente corsi di aggiornamento con l’obiettivo di mantenere al massimo livello la preparazione professionale e la motivazione degli operatori sanitari coinvolti nella pratica vaccinale. I corsi, riservati al personale sanitario dei centri di vaccinazione delle ASL ed ai pediatri di famiglia, dovrebbero essere accreditati ai fini del raggiungimento del numero di crediti formativi richiesto annualmente ad ogni operatore sanitario.
    Una proposta emersa nel corso delle audizioni è che la copertura vaccinale sia considerata come obiettivo irrinunciabile per la valutazione dell’operato dei direttori generali delle ASL. In tal modo le vaccinazioni sarebbero fortemente devolute alle regioni, ma con l’assicurazione del raggiungimento delle coperture necessarie a livello nazionale.

    COME si può notare gli strumenti per incentivare economicamente la vaccinazione ci sono a tutti i livelli. Pediatra di famiglia, medico vaccinatore, personale sanitario e direttori generali asl.

    https://www.facebook.com/groups/51469326638/10150435559896639/

    «È una scelta non etica – spiega -. Dobbiamo essere retribuiti il giusto per quello che facciamo senza incentivi che ci portano a lavorare a cottimo».
    Dice il documento appena arrivato sulle scrivanie dei dottori: «Ciascuna vaccinazione effettuata dal medico di famiglia nel proprio studio sarà retribuita, come previsto dall’ accordo aziendale, 6,16 euro, fino al raggiungimento (…) del 45% dei propri assistiti ultra 65enni; quelle effettuate oltre il 45% verranno pagate 9 euro (come quelle effettuate a domicilio); oltre il 60% di vaccinati il rimborso sale a 10 euro». L’ obiettivo dell’ Asl è migliorare la copertura vaccinale degli over 65enni che – con neppure un pensionato su due vaccinato negli anni scorsi – è tra le più basse della Lombardia: «È il motivo per cui viene incentivato l’ impegno dei medici di famiglia a superare la soglia raggiunta nel 2009-2010», viene spiegato nel piano dell’ Asl. Diffondere la profilassi antinfluenzale è importante per questioni di salute pubblica, ma il metodo non è condiviso da tutti. Roberto Carlo Rossi, presidente dell’ associazione di categoria Snami per la Lombardia, non ci sta: «È una scelta non etica – spiega -. Dobbiamo essere retribuiti il giusto per quello che facciamo senza incentivi che ci portano a lavorare a cottimo».

    http://archiviostorico.corriere.it/2010/ottobre/06/Vaccini_medici_pagati_cottimo_co_7_101006021.shtml

    Testimonianza recente di un medico:
    “Io vi dico che ha ragione Domenico ,quando riporta sopra la frase di Shaw .Ogni medico dell’ASL prende una certa ,piccolissima ,cifra credo 7 euro e 50 per ogni vaccinazione .Io ne ho preso 30 dosi e penso che ne riporterò 10 indietro alla fine del mese .Ci sono medici in Alto Adige con 2500 pazienti di cui diciamo la metà o un terzo oltre i 65 anni .Fate voi il conto .Io da agosto sto aumentando le difese normali dell’individuo ,perchè putroppo la gente mangia male e non se la costruisce da sola l’iimmunità.Ed io non ho mai ammalati nel periodo invernale .Solo qualche giovane .Ma i miei anziani non si ammalano mai e l’anno dopo rivogliono i miei rimedi e non fanno più il vaccino .Io ho sputato nel piatto in cui mangio ,ma quando devo dire la verità la dico.”

    https://www.facebook.com/groups/Lezaeta.Costacurta/321263501224062/

    Un’altra onesta e umana testimonianza:
    Purtroppo è vero . Confermo! Parola di medico (pentito) https://www.facebook.com/groups/293664640538/10150596053935539/

    Domenico D'Ambrosio

    aprile 8, 2012 at 7:52 am

    • La discussione sta diventando piuttosto confusa, direi, La tendenza di chi è contrario all’uso dei vaccini è di spostare il dibattito sugli interessi economici delle multinazionali che li producono (intendiamoci, cosa non trascurabile per niente!). Il punto del mio post era: quella della relazione tra vaccino MPR e autismo è una bufala colossale (anch’essa guidata da interessi economici di tendenza contraria a quelli citati da te..questo per dire che gli interessi economici trainano entrambi i “partiti”). Nonostante si sia dimostrato in maniera inequivocabile che questa era un falso, persone che non hanno nessuna nozione a proposito (tipo Donald Trump) ne parlano ancora. E’ stato anche dimostrato che il clamore suscitato da questa notizia, falsa ripeto, ha prodotto un calo delle vaccinazioni in UK e un picco nei casi di morbillo con tutte le relative complicanze. Capisci bene che le obiezioni che tu riporti (che leggo volentieri e anzi, ti ringrazio per averle postate, perchè il dibattito in merito mi interessa) spostano di molto il piano della discussione.
      Gli interessi economici che gravitano intorno ai farmaci in generale (e ai vaccini in particolare) è innegabile. Ed è innegabile anche che la scienza si debba confrontare con la sociaetà a livello etico ed economico. Ma allora la mia domanda è: smettiamo di vaccinare tutti per questo motivo o bisognerebbe invece cercare di rendere il mercato e la ricerca farmaceutica più “open” e più trasparenti, meno guidati da interessi politico-economici? Credo (e questa non è una teoria alla Trump ma una teoria sostenuta da tutte le agenzie governative di cui sopra) che nel momento storico “globale” in cui viviamo, ricco di migrazioni, se la gente smettesse di vaccinarsi le conseguenze sarebbero deleterie e ricomparirebbero con prepotenza malattie ormai eradicate in molti paesi del mondo. Ben venga una riflessione sulla seconda opzione. Anch’io credo ci sia a volte qualcosa di poco “sano” nel modo in cui i farmaci vengono proposti o distribuiti ma questo non significa che i vaccini non funzionino e che si debba smettere di vaccinare i bambini (significa invece che probabilmente andrebbe rivisto il processo da “produttore” a “consumatore”).

      Silvia Reginato

      aprile 8, 2012 at 9:04 am


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