Silvia Reginato

experimental blogging

Posts Tagged ‘Intelligenza artificiale

2045: Odissea nella (nano)tecnologia

leave a comment »

«Non ho paura dei computer ma della loro eventuale mancanza».  Cosi diceva Isaac Asimov qualche decina di anni fa. Ed è quello che sembra pensare anche Ray Kurzweil inventore, informatico e futurologo americano che sostiene che presto l’intelligenza delle macchine supererà quella dell’uomo. E questo porterà ad una profonda rivoluzione che cambierà il mondo in cui viviamo.

Ray Kurzweil è stato un pioniere nel campo del riconoscimento ottico e vocale e nella produzione di musica digitale. Per anni si è occupato di intelligenza artificiale e ha scritto alcuni libri su come lo sviluppo delle tecnologie influenzerà l’umanità. Ha inoltre avanzato previsioni che si sono poi rilevate esatte, come la diffusione esponenziale dell’uso di internet, il moltiplicarsi dei suoi contenuti  e la vittoria del computer Deep Blue contro Garry Kasparov nella famosa partita a scacchi giocata nel 1997. Nel 2005 ha pubblicato “La singolarità è vicina” dove fa un’altra sensazionale previsione: entro il 2045 i computer ci supereranno in termini di intelligenza e saranno talmente integrati nel nostro corpo e nell’ambiente da cambiare il destino dell’umanità. Questa fusione viene definita da Kurweil “singolarità”.

Ma come sarà possibile per le macchine diventare più intelligenti dell’uomo che le ha create? Nel suo libro è spiegato molto chiaramente. Entro il 2029 avremo compreso tutti gli algoritmi che stanno alla base del funzionamento del cervello umano. A quel punto si potranno costruire intelligenze non-biologiche  del tutto simili a quella umana ed entro il 2030 un computer da poco più di mille dollari sarà mille volte più potente di un cervello umano. Ma i computer avranno lo stesso aspetto di oggi? Secondo Kurzweil proprio no. Se dispositivi sofisticati come i moderni cellulari entrano in una tasca, tra 30 anni potranno entrare in una cellula della grandezza di un globulo rosso.

E non è un modo di dire. L’impatto più significativo della singolarità si avrà infatti nel campo della salute umana. Lo sviluppo delle nanotecnologie sarà tale da permettere la costruzione di nanorobot della grandezza di una cellula che scorazzeranno in giro per il nostro sistema circolatorio eliminando patogeni,  prodotti di scarto e correggendo addirittura eventuali mutazioni del DNA. Una sorta di spazzini tuttofare meccanici che bloccheranno il naturale processo di invecchiamento. E la robotica darà una mano anche al cervello perché avremo dei piccoli circuiti integrati nei nostri neuroni che ci faranno pensare meglio e più in fretta. Insomma, saremo tutti dei presunti Einstein e non invecchieremo più.

E per noi che nel 2045 non saremo poi cosi tanto giovani? Dovremo fare in modo di arrivare all’appuntamento con la singolarità il più in forma possibile, in modo da poter beneficiare poi del trattamento anti-età robotico. Come fare? Kurzweil suggerisce di mangiare bene e poco, fare movimento e prendere circa 200 pillole ogni mattina tra integratori e vitamine, come fa lui. Non preoccupatevi su dove trovare tutto ciò, lo produce e lo vende lui.

Ovviamente questo sviluppo esponenziale delle nanotecnologie e della robotica non sarà immune da rischi. Se questi potenti strumenti finissero nelle mani di qualche bio-terrorista? Se i robot diventassero in grado di auto-replicarsi, così come abbiamo visto in qualche famoso film? Niente paura, dice Ray Kurzweil. Se qualcuno sarà in grado di produrre dei virus nuovi e pericolosi, qualcun altro potrà usare le stesse tecnologie per sconfiggerli. E nel caso in cui un’intelligenza artificiale diventerà nemica  dell’uomo ci sarà sicuramente un’intelligenza artificiale più forte che la sconfiggerà. Una sorta di selezione “naturale” tra robot, con buona pace di Charles Darwin.

Written by Silvia Reginato

febbraio 8, 2012 at 8:25 pm